LA NOTTE SOPRA LA MUSICA DI ALLEVI



Chi ha assistito al concerto di Giovanni Allevi di mercoledì scorso (16 luglio) nello spettacolare scenario dell’Anfiteatro Romano di Ostia Antica, non ha assistito ad uno spettacolo di musica erudita, né a funambolici virtuosismi tecnici . Forse poteva aspettarselo, specie chi, come me non lo aveva mai ascoltato o non sapeva di averlo ascoltato.
In realtà lo stupore deriva da una semplicità addirittura disarmante, di un compositore - esecutore che come lui stesso dice, è inseguito dalla musica, la quale sceglie ad un certo punto di invaderlo in chissà quali reconditi anfratti interni per essere canalizzata e fatta vivere in una sua esecuzione.

Il suo repertorio è un racconto di stati d’animo attraverso i quali si transita , ci si stupisce, ci si adagia, si scopre che è facile ascoltarlo, poi si viene trascinati all’interno da cambi di volume , poi scossi da piogge di note in successione,o da toni ora più sommessi ora prorompenti , mutazioni apparenti di un'unica suggestione.
I preamboli parlati sono intermezzi sussurrati , sospirati , e coinvolgono il pubblico che intraprende con lui un dialogo senza intermediari, un filo diretto emotivo immediato. Vuole essere suo, preso in braccio e trasportato su quel palco mentre lui saltella, ride divertito o dirige esagitato l’orchestra come un personaggio irreale, di un altro mondo.
Segue il suo incantamento, se ne fa rapire, rimane in ascolto , attende il passaggio seguente, non sente stanchezza, nessuna insofferenza , mentre il tempo sembra dissolversi nelle note che risuonano in una notte luminosa quasi il mondo fosse tutto lì, tra antiche rovine , un palco con un pianoforte a coda, un poeta saltellante e musicanti in festa.

Sulle note di “Foglie di Beslan” le stelle ammiccavano e mi sono chiesta fin dove si innalzano queste emozioni musicali, se la Luna, il Grande Carro o il Cosmo intero può bearsi di queste suggestioni che sembrano realmente spingersi fin nell’interno della creazione stessa.

Non so, forse sognavo, ma il cielo, l’altra sera, mi sembrava più vicino e la notte proteggeva come una coperta di seta blu tutti noi, raccolti lì , prelevati dal traffico , dal lavoro e dalla TV , quasi diversi, più veri, esseri senzienti, ricongiunti finalmente , almeno per quella sera, al centro della nostra anima.

3 commenti:

Elena ha detto...

Ha l'aria di star lì per caso, e invece ti travolge nel suo mondo, che serata di senso compiuto

M.U. ha detto...

sono contenta che ti sia piaciuto Allevi.E' un genio della musica a mio parere.E'divertente.Trasmette davvero allegria, tenerezza,nostalgia non so di che cosa.Hai saputo descrivere molto bene la sensazione che trasmette. Il tuo commento e' davvero pieno di malinconia e anche molto poetico direi lirico.Sei davvero brava nel descrivere le sensazioni.Ciao a presto M.U.

EVA ha detto...

Protagonista è stata la Musica, che riesce a toccare corde interne sconosciute...lui in fondo, come dici , sta lì, ma è un tramite e ce la riversa così come gli arriva....
Lo so, M.U. , la malinconia traspare sempre quando scrivo, forse me l'hai passata tu insieme al latte, chissà....ma è un colore di cui non posso fare a meno per dipingere la realtà...